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	<title>Hclinic Archivi - Hclinic</title>
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	<description>Salute e Professionalità, la nostra promessa di Benessere.</description>
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	<title>Hclinic Archivi - Hclinic</title>
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	<item>
		<title>Il nostro centro è lieto di comunicarvi la propria affiliazione con Top Physio Quality Network.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 07:27:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Composto da una rete di centri di riabilitazione e fisioterapia che fa dell’eccellenza la propria mission, tutti i centri aderenti al Network Top Physio mettono a vostra completa disposizione Professionisti di comprovate esperienze e competenze pluriennali, protocolli riabilitativi mirati e tecnologie all’ avanguardia, con il solo scopo di ricercare costantemente gli elementi vincenti relativi ad [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Composto da una rete di centri di riabilitazione e fisioterapia che fa dell’eccellenza la propria mission, tutti i centri aderenti al Network Top Physio mettono a vostra completa disposizione Professionisti di comprovate esperienze e competenze pluriennali, protocolli riabilitativi mirati e tecnologie all’ avanguardia, con il solo scopo di ricercare costantemente gli elementi vincenti relativi ad ogni singola strategia di cura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La disponibilità e la competenza del personale amministrativo, la cura degli ambienti e l’armonia degli spazi completano il servizio offerto e trasformano il periodo di cura in una esperienza al TOP.</p>
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		<title>Piede diabetico: come riconoscerlo e trattarlo</title>
		<link>https://www.hclinic.it/piede-diabetico-come-riconoscerlo-e-trattarlo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 15:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le cause più temute del diabete mellito, per via del fatto che comporta la perdita della gamba, rientra il cosiddetto piede diabetico, un problema ancora oggi molto importante ed estremamente invalidante. Considerando che una persona affetta da diabete ha il 40% di probabilità in più di incorrere nell’amputazione di una gamba rispetto a una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9152" class="elementor elementor-9152" data-elementor-post-type="post">
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									<p>Tra le cause più temute del <strong>diabete mellito</strong>, per via del fatto che comporta la perdita della gamba, rientra il cosiddetto <strong>piede diabetico</strong>, un problema ancora oggi molto importante ed estremamente invalidante. Considerando che <strong>una persona affetta da diabete ha il 40% di probabilità in più di incorrere nell’amputazione di una gamba rispetto a una persona non diabetica</strong>, una diagnosi tempestiva e un trattamento precoce sono indispensabili per evitare conseguenze estreme. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cos’è il piede diabetico</h2>				</div>
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									<p><strong>Il piede diabetico consiste in una complicanza cronica del diabete mellito</strong> che, a sua volta, comporta diverse alterazioni anatomo-funzionali di piede e caviglia. Più nello specifico, <strong>è il risultato di una concomitanza di più malattie che vanno a complicare il diabete mellito</strong>, come:</p><ul><li>neuropatie motorie e sensitive; </li><li>disfunzioni microcircolatorie; <br />estrema vulnerabilità alle infezioni; </li><li>macroangiopatia, cioè un&#8217;alterazione dei grossi vasi sanguigni che favorisce la comparsa precoce di aterosclerosi. </li></ul>								</div>
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									<p>Il legame tra il diabete ed eventuali complicazioni croniche micro e macro vascolari è molto stretto, dato che <strong>l’eccessiva quantità di zucchero nel sangue può contribuire all’insorgere dell’aterosclerosi, cioè l’accumulo di grassi nelle pareti arteriose</strong>. A sua volta, poi, <strong>l’aterosclerosi può provocare</strong>:</p><ul><li>eventi coronarici fatali e non; </li><li>complicanze vascolari derivanti dalla mancanza o dalla riduzione di ossigenazione dei tessuti. </li></ul>								</div>
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									<p>Nello specifico:</p><ul><li>ischemie cerebrali transitorie o stabili;</li><li>arteriopatia obliterante degli arti inferiori che può causare dolore durante la deambulazione e, nei casi più gravi, una vera e propria ischemia dell’arto. </li></ul>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I sintomi </h2>				</div>
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									<p>Il piede diabetico può presentarsi come un agglomerato di infezioni, quindi <strong>i sintomi possono essere diversi e variabili</strong>. I principali sono:</p><ul><li>traumi ai piedi come calli, graffi e ulcere; </li><li>dolore e/o formicolio alle gambe; </li><li>febbre, tipico sintomo di infezione; </li><li>prurito ai piedi; </li><li>sensibilità alterata ai piedi; </li><li>chiazze rosse sulla pelle delle gambe e/o dei piedi; </li><li>difficoltà a camminare; </li><li>piedi deformati; </li><li>rossore, infiammazione e gonfiore di un’unghia del piede.</li></ul>								</div>
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									<p>Quest’ultima, tra l’altro, indica la presenza di un’unghia incarnita, cioè la principale causa di infezione del piede diabetico che causa cancrena.</p>								</div>
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															<img decoding="async" src="https://www.hclinic.it/wp-content/uploads/2022/08/piede-diabetico-amputazione-arto.jpg" title="" alt="piede-diabetico-amputazione-arto" loading="lazy" />															</div>
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									<p>Bisogna attenzionare principalmente <strong>le lesioni cutanee</strong>, anche di piccole dimensioni, <strong>che in men che non si dica possono degenerare in infezioni e ulcere</strong>. Questo accade perché i piedi non ricevono il giusto apporto di sangue e ossigeno e faticano a rispondere ai danni subiti dalla pelle. Inoltre, quest’ultima è estremamente sottile e fragile e, di conseguenza, più esposta alle infezioni.</p><p>Infine, <strong>le lesioni compaiono improvvisamente e si aggravano molto velocemente</strong>; ecco perché chi soffre di diabete mellito deve sottoporsi periodicamente a controlli preventivi agli arti inferiori, in modo da poter eventualmente intervenire tempestivamente. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">La diagnosi</h2>				</div>
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									<p>Per evitare complicanze croniche, <strong>il paziente diabetico deve essere costantemente gestito e monitorato</strong>. La sua valutazione periodica avviene, generalmente, <strong>una serie di esami</strong>:</p><ul><li><strong>anamnesi ed esame fisico</strong>: bisogna partire dalla storia clinica del paziente e dal suo esame fisico, in modo che il medico possa rendersi conto della gravità della situazione. Con l’esame obiettivo, poi, si rilevano i segni vitali (temperatura corporea, battito, pressione arteriosa e frequenza respiratoria), la sensibilità di piedi e mani e la circolazione degli arti inferiori; </li><li><strong>test di laboratorio</strong>: sono molto importanti per rilevare la presenza di un’infezione in corso o la presenza di altre patologie nel sangue. In base alla gravità del problema il medico può richiedere esami più approfonditi; </li><li><strong>radiografia</strong>: serve per valutare possibili danni a carico delle ossa o la presenza di corpi estranei nei tessuti molli; </li><li><strong>ecografia</strong>: il medico può prescrivere l’<strong><a href="https://www.hclinic.it/servizi/diagnostica/">Eco Doppler</a></strong> per controllare lo stato dei vasi sanguigni; </li><li><strong>angiogramma</strong>: è un test di screening molto utile per ottenere, attraverso l’infusione di un mezzo di contrasto, un quadro chiaro dei vasi sanguigni dell’organismo. </li></ul>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cura e trattamento</h2>				</div>
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									<p>Il piede diabetico è una condizione abbastanza grave, che richiede <strong>un trattamento specifico</strong> da parte di un’equipe multidisciplinare composta da <a href="https://www.hclinic.it/servizi/prestazioni-mediche/">diabetologi</a>, podologi e chirurghi.</p><p>In primis, <strong>il trattamento prevede un’accurata pulizia locale dell’ulcera</strong>, la cura dell’infezione e la prevenzione di altri danni o complicanze. Non medicare l’ulcera, infatti, andrebbe a compromettere la guarigione e a esporre il paziente a una possibile amputazione.</p><p>Al contempo, <strong>una terapia adeguata prevede anche l’utilizzo di</strong>:</p><ul><li><strong>antibiotici specifici</strong>: servono a contrastare il patogeno che ha scatenato l&#8217;infezione;</li><li><strong>garze e bende sterili</strong>: molto utili per fermare le eventuali emorragie provenienti da ferite, lesioni o ulcere ed evitare l’ingresso di batteri nella ferita; </li><li><strong>terapia del dolore</strong>: viene attuata tramite la somministrazione di analgesici e antidolorifici; </li><li><strong>debridement chirurgico</strong>: consiste in un trattamento invasivo che prevede la rimozione chirurgica del tessuto infetto; </li><li><a href="https://www.hclinic.it/servizi/terapia-fisica/"><strong>magnetoterapia</strong></a>: gioca un ruolo importante nel contrastare il colore e le varie problematiche inerenti il piede diabetico;</li><li><strong>ossigenoterapia iperbarica</strong>: si tratta di un procedimento medico che fornisce livelli di ossigeno superiori alla norma con l’obiettivo di contrastare la proliferazione dei batteri e favorire la guarigione delle ferite. </li></ul>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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		<title>Emorroidi: cause, sintomi e rimedi</title>
		<link>https://www.hclinic.it/emorroidi-cause-sintomi-e-rimedi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 13:12:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i disturbi fisici più diffusi in assoluto rientrano le emorroidi, un termine che viene impropriamente utilizzato per indicare una patologia inerente la parte terminale del retto. Le emorroidi, infatti, consistono in cuscinetti morbidi e vascolarizzati che si trovano alla fine del retto e contribuiscono al mantenimento della continenza. In una buona condizione di salute, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9145" class="elementor elementor-9145" data-elementor-post-type="post">
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Tra i disturbi fisici più diffusi in assoluto rientrano le <strong>emorroidi</strong>, un termine che viene impropriamente utilizzato per indicare una patologia inerente la parte terminale del retto. Le emorroidi, infatti, <strong>consistono in cuscinetti morbidi e vascolarizzati che si trovano alla fine del retto e contribuiscono al mantenimento della continenza</strong>.</p><p>In una buona condizione di salute, quindi, le emorroidi non causano alcun disturbo, tanto da non essere nemmeno percepite. <strong>I problemi nascono quando tendono a scendere verso il basso</strong>, dando vita ai tipici sintomi della malattia emorroidaria.</p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cause e fattori di rischio delle emorroidi</h2>				</div>
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									<p>Secondo fonti attendibili <strong>sono più di 3 milioni gli italiani che soffrono di emorroidi</strong>, il che vuol dire che chiunque, almeno una volta nella vita, si trova a fronteggiare questo disturbo che colpisce indistintamente sia uomini che donne. Queste ultime, in ogni caso, sono più soggette durante la gravidanza, soprattutto a causa di:</p><ul><li>alterazioni ormonali che interferiscono con il funzionamento del tessuto vascolare; </li><li>effetto meccanico derivante dalla presenza del feto; </li><li>aumento della pressione intraddominale durante il parto. </li></ul>								</div>
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									<p>Tendenzialmente, le emorroidi compaiono tra i 45 e i 65 anni e si aggravano con il passare del tempo. Le <strong>cause scatenanti</strong> possono essere genetiche o ambientali e tra le principali si trovano:</p><ul><li>sedentarietà; </li><li>sforzi eccessivi; </li><li>abuso di lassativi; </li><li>stazione eretta prolungata; </li><li>abuso di alcol e/o nicotina; </li><li>alimentazione scorretta. </li></ul>								</div>
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									<p>Detto questo, appare evidente come non esista un’unica causa all’origine della malattia emorroidaria e che <strong>la situazione cambia in base al soggetto</strong>, alle sue caratteristiche fisiche e al suo stile di vita. </p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Sintomi delle emorroidi
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>In molti casi, nonostante le emorroidi fuoriescano all’esterno, non causano alcun disturbo (si tratta di emorroidi cieche). Quando, invece, diventano fastidiose <strong>possono comportare i seguenti sintomi</strong>:</p><ul><li>prurito; </li><li>bruciore; </li><li>sangue nelle feci; </li><li>senso di peso rettale. </li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>La presenza ematica nelle feci non deve destare preoccupazione, ma <strong>è importante monitorarne il colore</strong>: se è dovuto alle emorroidi, infatti, deve essere rosso vivo, in quanto proviene dall’ultimo tratto del canale intestinale. Più il sangue diventa scuro e più è interna la sede della sua provenienza.</p><p><strong>Un altro sintomo tipico delle emorroidi è il dolore</strong>, che può avere diversi gradi di intensità e può manifestarsi solo in fase di evacuazione o anche quando si assume una posizione seduta. A prescindere dalla sintomatologia, in ogni caso, <strong>è opportuno rivolgersi al medico ed evitare di procedere con rimedi fai da te</strong> che potrebbero rivelarsi, se non inutili, addirittura controproducenti.</p><p>Nella maggior parte dei casi, infatti, questo disturbo anale può risolversi facimente, soprattutto se si presta attenzione alle abitudini quotidiane e all’alimentazione. L’intervento chirurgico, quindi, è riservato solo ed esclusivamente ai casi realmente gravi. </p>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come trattare e curare le emorroidi</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>La terapia indicata per la cura delle emorroidi dipende dal suo stato di avanzamento</strong>: se si trovano a uno stadio iniziale, si potrà risolvere il problema semplicemente cambiando alimentazione e facendo attenzione allo stile di vita e all’igiene intima; se, invece, lo stadio è più avanzato (emorroidi di II e III grado), allora potrebbero essere necessari l’applicazione di <strong>medicamenti topici</strong> o, in extremis, <strong>un piccolo intervento ambulatoriale</strong>. Tra i principali rientrano:</p><ul><li><strong>legatura elastica</strong>, una piccola procedura che può essere effettuata in ambulatorio; </li><li><strong>cauterizzazione</strong>, eseguita con la cura con il freddo (crioterapia) o con fasci di luce (laserterapia).</li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>In entrambi i casi <strong>il paziente non viene ricoverato</strong> e, alla fine, otterrà il completo riassorbimento delle emorroidi. </p>								</div>
				</div>
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									<p><strong>Di fronte a emorroidi di III e IV grado</strong>, infine, <strong>l’operazione chirurgica è inevitabile</strong>, dato che consiste nell’unica soluzione possibile per risolvere definitivamente il problema evitando ulteriori ricadute. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">L’ozonoterapia contro le emorroidi
</h2>				</div>
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									<p>La gastroenterologia sfrutta ormai da diversi anni <strong>l’<a href="https://www.hclinic.it/servizi/dermatologia-e-medicina-estetica/">ozonoterapia</a> per la cura e il trattamento di coliti, dismetabolismi, stipsi, proctiti, ragadi, eczemi e anche emorroidi</strong> con risultati a dir poco straordinari. La sua efficacia è data dal fatto che l’insufflazione del gas che avviene a livello intestinale è capace di rafforzare e accelerare i processi ricostruttivi della microflora intestinale e, al contempo, di favorire il microcircolo sanguigno.</p><p>L’ozono, inoltre, possiede <strong>proprietà disinfettanti, antinfiammatorie, battericide, fungicide e virustatiche</strong>: disattiva i componenti cellulari delle pareti dei batteri e supera le difese naturali dei germi, eliminandoli a lungo termine.</p><p>Ecco perché <strong>l’ozonoterapia viene ampiamente utilizzata in ambito proctologico</strong>, soprattutto quando si vuole evitare di sottoporre il paziente a un intervento chirurgico cercando di offrirgli un trattamento confortevole ed efficace. </p>								</div>
				</div>
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		<title>Come rimuovere il tartaro: igiene e prevenzione</title>
		<link>https://www.hclinic.it/come-rimuovere-il-tartaro-igiene-e-prevenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jul 2022 13:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La formazione di tartaro è dovuta al deposito di minerali che aderiscono talmente tanto al dente da non poter essere rimossi manualmente con lo spazzolino. Solo l’intervista del dentista o dell’igienista dentale, infatti, è in grado di eliminarlo del tutto attraverso appositi strumenti che servono a effettuare la detartrasi o ablazione del tartaro. Generalmente, il [&#8230;]</p>
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									<p>La <strong>formazione di tartaro</strong> è dovuta al deposito di minerali che aderiscono talmente tanto al dente da non poter essere rimossi manualmente con lo spazzolino. <strong>Solo l’intervista del dentista o dell’igienista dentale</strong>, infatti, <strong>è in grado di eliminarlo del tutto attraverso appositi strumenti che servono a effettuare la detartrasi o ablazione del tartaro</strong>.</p><p>Generalmente, <strong>il tartaro si presenta di colore giallognolo, ma può oscillare dal bianco al grigio scuro</strong>; questo dipende molto dalle sostanze con le quali viene a contatto, come il fumo di sigaretta che, di solito, tende a scurirlo. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Tipologie di tartaro</h2>				</div>
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									<p>Esistono <strong>varie tipologie di tartaro</strong>, che si differenziano in base alla zona dove vanno a depositarsi. Nello specifico, <strong>si possono distinguere due categorie principali</strong>:</p><ul><li><strong>tartaro esterno</strong>: si trova sulla parte esterna dei denti, si forma in poco tempo e si presenta sotto forma di piccole incrostazioni giallognole o bianche;</li><li><strong>tartaro sotto la gengiva</strong>: si trova all’interno delle tasche parodontali ed è di colore rossiccio a causa di piccole emorragie gengivali.</li></ul>								</div>
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									<p>Questa seconda tipologia di tartaro non è sempre immediatamente visibile ma, al contempo, è anche <strong>la più pericolosa perché è spesso la principale causa di malattie come la parodontite</strong>, che si genera per via dell’accumulo di batteri tossici per i tessuti molli.</p><p>Il tartaro sotto le gengiva, inoltre, può provocare <strong><a href="https://www.hclinic.it/come-combattere-alitosi/">alitosi</a></strong> e <strong>formazione di carie</strong>.</p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Principali fattori di rischio</h2>				</div>
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									<p>Gli studi dimostrano che <strong>la popolazione attuale è più soggetta ed esposta alla formazione di tartaro rispetto alle generazioni precedenti</strong>. La questione è ancora aperta e i dibattiti sono sempre numerosi, ma si possono rilevare <strong>alcuni fattori di rischio ricorrenti e frequenti</strong>:</p><ul><li>consumo eccessivo di zuccheri, bevande gassate, prodotti da forno e caramelle; </li><li>consumo smisurato di cibi morbidi, che tendono ad attaccarsi più facilmente allo smalto dentale; </li><li>alimentazione scorretta, che influenza negativamente la produzione di saliva, che non riesce a pulire i denti in modo efficace; </li><li>presenza di sostanze chimiche aggiunte al cibo; <br />malattie infiammatorie, sempre più in crescita a causa del peggioramento delle condizioni ambientali; </li><li>consumo di alcolici e tabacco; </li><li>uso frequente di farmaci, soprattutto antibiotici.</li></ul>								</div>
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									<p>Lavare i denti in modo corretto e più volte al giorno è utile ma non del tutto sufficiente. La formazione di tartaro e placca dentale è continua e i depositi, con il tempo, tendono a indurirsi e a diventare difficili da rimuovere. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come prevenire la formazione di tartaro</h2>				</div>
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									<p>Nonostante gli accorgimenti quotidiani, spesso, non bastino a rimuovere il tartaro già formato su denti e gengive,<strong> è comunque possibile prendersi cura dell’igiene e del benessere della propria bocca attraverso sane abitudini</strong>:</p><ul><li>lavare i denti 3 volte al giorno, dopo ogni pasto; </li><li>sostituire lo spazzolino ogni 2 mesi;</li><li>optare per spazzolini con setole sintetiche di media durezza; </li><li>usare il filo interdentale per pulire anche gli spazi e gli angoli che non è possibile raggiungere con lo spazzolino; </li><li>usare, se necessario, gli scovolini per le fessure; <br />usare collutori.</li></ul>								</div>
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									<p>Al contempo, è bene tenere a mente che <strong>bisognerebbe evitare di</strong>:</p><ul><li>mangiare troppe caramelle o cibi troppo zuccherati;</li><li>dimenticare di lavare i denti subito dopo aver ingerito alimenti o bevande dolci;</li><li>l’assunzione eccessiva di bevande acide come gli alcolici.</li></ul>								</div>
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									<p>Così facendo, si potrà fare ben poco per il tartaro già formato, ma <strong>si farà un’accurata prevenzioni per evitare che si formino ulteriori depositi</strong>.</p><p><strong>Leggi anche</strong>: <strong><a href="https://www.hclinic.it/10-consigli-per-una-buona-igiene-dentale/">10 consigli per una buona igiene dentale</a></strong>!</p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come rimuovere il tartaro attraverso l’ablazione
</h2>				</div>
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									<p><strong>La rimozione del tartaro già solidificato</strong>, invece, <strong>avviene tramite l’ablazione o detartrasi</strong>, una <strong><a href="https://www.hclinic.it/servizi/odontoiatria/">prestazione odontoiatrica</a></strong> che è possibile effettuare in qualsiasi studio dentistico o affidandosi a un valido igienista dentale.</p><p>Per effettuare la pulizia dentale, <strong>il professionista si avvale di specifici strumenti, cioè gli ablatori</strong> che, attraverso gli ultrasuoni, producono delle vibrazioni capaci di staccare le incrostazioni calcaree dalla superficie dentale. </p>								</div>
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									<p><strong>In presenza di tartaro sotto le gengive, invece, il medico può valutare l’ausilio dei curettes</strong>, cioè strumenti manuali con forme diverse che gli permettono di raggiungere qualunque parte del dente in modo da rimuovere efficacemente tutti i depositi di tartaro.</p><p>Alla fine, <strong>si esegue anche la lucidatura dei denti</strong>, che diminuisce ulteriormente il rischio che le gengive si infiammino.</p><p>I <strong>vantaggi</strong> derivanti dalla pulizia dei denti sono davvero numerosi, tra i quali:</p><ul><li>totale rimozione della placca batterica; </li><li>eliminazione di tartaro sia sopra, che sotto il bordo gengivale; </li><li>rimozione di qualunque macchia presente sulla superficie dentale; </li><li>ispezione profilattica del cavo oro-faringeo; </li><li>un sorriso più sano; </li><li>un alito più fresco. </li></ul>								</div>
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									<p>Dati i numerosi benefici, <strong>il consiglio è di sottoporsi a un servizio di igiene dentale almeno ogni 6-18 mesi</strong>, tenendo conto della velocità (assolutamente soggettiva) del tartaro di formarsi e depositarsi su denti e gengive.</p>								</div>
				</div>
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		</section>
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		<title>Rughe sulla fronte: come prevenire e rimediare</title>
		<link>https://www.hclinic.it/rughe-sulla-fronte-come-prevenire-e-rimediare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2022 14:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima manifestazione dell’invecchiamento cutaneo sono proprio le rughe: si tratta di piccoli solchi, più o meno profondi, che si formano su pelli tendenzialmente aride, disidratate o polo elastiche sia di donne, che di uomini di una certa età. Le rughe rientrano a pieno titolo tra gli inestetismi cutanei che si originano non solo dall’avanzamento [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9123" class="elementor elementor-9123" data-elementor-post-type="post">
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									<p><strong>La prima manifestazione dell’invecchiamento cutaneo sono proprio le rughe</strong>: si tratta di piccoli solchi, più o meno profondi, che si formano su pelli tendenzialmente aride, disidratate o polo elastiche sia di donne, che di uomini di una certa età.</p><p>Le rughe <strong>rientrano a pieno titolo tra gli inestetismi cutanei</strong> che si originano non solo dall’avanzamento dell’età, ma anche per via di fattori genetici e abitudini comportamentali. Non a caso, <strong>tra le principali cause di invecchiamento cutaneo ci sono fumo, stress, eccessiva esposizione a luce solare o artificiale, alimentazione errata e accentuata mimica facciale</strong>, che incidono notevolmente sul processo di formazione delle rughe.</p><p>Di conseguenza, <strong>se non è possibile sfuggire allo scorrere del tempo, è invece assolutamente fattibile mettere in pratica delle nuove abitudini e ricorrere a rimedi naturali, cosmetici e chirurgici per rallentare l’inevitabile invecchiamento della pelle</strong> e, di conseguenza, alleviare l’aspetto delle rughe. </p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">10 regole anti-rughe</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Per contrastare i segni dell’invecchiamento e le fastidiose rughe sulla fronte, è possibile fin da subito <strong>mettere in pratica 10 regole fondamentali</strong>:</p><ol><li>seguire una dieta equilibrata, ricca di vitamine e antiossidanti; <br />mantenere la pelle del viso idratata e ben nutrita; </li><li>fare sport, anche leggero, tutti i giorni; </li><li>utilizzare cosmetici antirughe di qualità, che restituiscano alla pelle il giusto livello di idratazione ed elasticità; </li><li>evitare fonti di stress; </li><li>scegliere cosmetici anti-age adatti al proprio tipo di pelle e all’età; </li><li>indossare occhiali da sole durante il periodo estivo, per prevenire a comparsa di rughe nel contorno occhi; </li><li>dormire in posizione supina per contrastare la formazione di rughe d’espressione;</li><li>mantenere il peso forma; </li><li>usufruire di un deumidificatore in casa per prevenire la secchezza della pelle. </li></ol>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Se <strong>la comparsa delle rughe di espressione sul volto è assolutamente normale superata una certa età</strong>, non lo è affatto se affiorano durante l’adolescenza; in questi casi, quindi, è opportuno consultare il medico e procedere di conseguenza.</p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-8c86777 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="8c86777" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">7 comportamenti da evitare
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-ec0a5fd elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="ec0a5fd" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Insieme alle 10 regole anti-rughe, è bene tenere a mente anche le abitudini da abbandonare perché errate o controproducenti. Ecco <strong>7 comportamenti da evitare assolutamente</strong>:</p><ol><li>fumare e bere alcolici; </li><li>esporsi continuamente ed eccessivamente a raggi solari o lampade abbronzanti; </li><li>manifestare eccessivamente le proprie emozioni, corrugando quindi la fronte; </li><li>applicare troppo correttore sulle rughe, tanto da accentuarne l’aspetto; </li><li>diete dimagranti altalenanti, che fanno perdere elasticità alla pelle; </li><li>detergere il viso con sostanze aggressive, che disidratano la cute; </li><li>sottoporsi a iniezioni di filler senza aver prima accertato la presenza o meno di allergie.</li></ol>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-fb11006 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="fb11006" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><span style="font-weight: 400;">Soprattutto in <strong>gravidanza</strong> o <strong>allattamento</strong>, è sempre consigliato sentire il parere del medico.</span></p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-f770fe7 elementor-widget elementor-widget-image" data-id="f770fe7" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="image.default">
				<div class="elementor-widget-container">
															<img decoding="async" src="https://www.hclinic.it/wp-content/uploads/2022/07/trattamento-medico-rughe-sulla-fronte.jpg" title="" alt="trattamento-medico-rughe-sulla-fronte" loading="lazy" />															</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-46862db elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="46862db" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Farmaci e cosmetici antirughe 
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-d5a4fa2 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="d5a4fa2" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Oltre le regole da seguire e ai comportamenti da evitare, <strong>è possibile ricorrere anche a farmaci e cosmetici con azione anti-age</strong> (da concordare sempre con il dermatologo di fiducia):</p><ul><li><strong>tossina botulinica</strong>: agisce sulle rughe d’espressione bloccando l’impulso nervoso dei muscoli e lasciandoli in una condizione di rilassamento per alcuni mesi; </li><li><strong>integratori antirughe</strong>: in commercio ne esistono diversi, soprattutto a base di collagene e acido ialuronico; </li><li><strong>omega3 e omega6</strong>: sono presenti in diversi oli, quali quello di semi di borragine, di pesce, di fegato di merluzzo, di canapa, di enotera e di semi di sesamo; </li><li><strong>creme cosmetiche con vitamina C</strong>: quest’ultima è un valido antiossidante naturale che mantiene la densità ottimale del collagene della pelle; </li><li><strong>creme cosmetiche con vitamine A ed E</strong>: la loro combo è estremamente efficace per limitare i danni derivanti dai raggi UV; </li><li><strong>creme cosmetiche con acido lipoico</strong>: ha proprietà anti-age, rassodanti e riparatrici. </li></ul>								</div>
				</div>
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									<p>Per ottenere ottimi risultati, i<strong>l consiglio è di applicare le creme e assumere gli integratori quotidianamente e per un periodo di tempo prolungato</strong>.</p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Trattamenti medici antirughe</h2>				</div>
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									<p>Infine, <strong>chi desidera sbarazzarsi velocemente delle rughe d’espressione può sempre ricorrere alla <a href="https://www.hclinic.it/servizi/dermatologia-e-medicina-estetica/">medicina estetica</a></strong> che, attraverso una serie di trattamenti mirati, è in grado di risolvere il “problema” in modo eccellente. Di solito, <strong>i chirurghi ricorrono a</strong>:</p><ul><li>iniezioni di <strong>tossina botulinica</strong>; </li><li><strong>filler</strong>, con inoculazione sottopelle di sostanze con azione elasticizzante e riempitiva; </li><li><strong>lipofilling</strong>, che utilizza il grasso prelevato da altre parti del corpo per rimpolpare i solchi delle rughe (autotrapianto di adipe); </li><li><strong>peeling o laserterapia</strong>, che stimolano il rinnovamento di cellule, fibre di collagene ed elastina; </li><li><strong>lifting o chirurgia plastica</strong>, mirati a rimuovere la pelle in eccesso e a correggere lo spessore dei tessuti sottostanti le rughe. </li></ul>								</div>
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									<p>Il consiglio è di <strong>lasciare l’intervento chirurgico come ultima spiaggia</strong>, dando la precedenza a una beauty routine mirata, a un’alimentazione corretta e alla revisione delle abitudini quotidiane. In ogni caso, basterà sentire il parere del medico per intraprendere la strada migliore. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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		<title>Sindrome del tunnel carpale: diagnosi, cura e prevenzione</title>
		<link>https://www.hclinic.it/sindrome-del-tunnel-carpale-diagnosi-cura-e-prevenzione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jun 2022 14:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con sindrome del tunnel carpale di indica una neuropatia periferica causata dalla compressione del nervo mediano, che scorre lungo tutto il braccio raggiungendo le dita e passando al’interno di un canale molto stretto (il tunnel carpale, appunto) che si trova al livello del polso. Dal momento in cui si manifesta, la sindrome tende inesorabilmente e [&#8230;]</p>
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									<p><strong>Con sindrome del tunnel carpale di indica una neuropatia periferica causata dalla compressione del nervo mediano</strong>, che scorre lungo tutto il braccio raggiungendo le dita e passando al’interno di un canale molto stretto (il tunnel carpale, appunto) che si trova al livello del polso.</p><p>Dal momento in cui si manifesta, <strong>la sindrome tende inesorabilmente e inevitabilmente a peggiorare</strong>; ecco perché <strong>è importante diagnosticarla tempestivamente e trattarla il prima possibile</strong>. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cause della sindrome del tunnel carpale
</h2>				</div>
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									<p>All’origine della sindrome del tunnel carpale risiede <strong>qualsiasi stimolo che vada a comprimere o irritare il nervo mediano all’interno del tunnel</strong>, che sia la frattura del polso o un’infiammazione da artrite reumatoide.</p>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Generalmente non esiste un’unica causa, ma <strong>sono diversi i fattori di rischio</strong>:</p><ul><li><strong>fattori anatomici</strong>: frattura o dislocazione del polso e artrite reumatoide sono i principali, così come chi ha un tunnel carpale più piccolo ha più probabilità di sviluppare questo disturbo; </li><li><strong>malattie infiammatorie</strong>: artrite reumatoide e altre <strong>patologie caratterizzate da stati infiammatori</strong> possono alterare il rivestimento dei tendini del polso andando a comprimere il nervo mediano; </li><li><strong>fluidi corporei alterati</strong>: la <strong>ritenzione idrica</strong> può aumentare la pressione all’interno del tunnel carpale e, di conseguenza, irritare il nervo mediano; <br />alcune condizioni mediche:</li><li><strong>menopausa, obesità, malattie della tiroide e insufficienza renale</strong> aumentano il rischio di sviluppare la sindrome. </li></ul>								</div>
				</div>
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									<p><strong>Le donne sono più esposte rispetto agli uomini</strong> sia perché hanno un tunnel carpale anatomicamente più piccolo, sia perché in gravidanza possono dover contrastare un’insistente ritenzione idrica. </p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Sindrome del tunnel carpale e sintomi
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>I sintomi della sindrome del tunnel carpale</strong> si manifestano come disturbi graduali e discontinui tanto che, all’inizio, è difficile capire di cosa si tratti. Di solito <strong>coincidono con</strong>:</p><ul><li><strong>intorpidimento e formicolio delle dita della mano</strong>, a volte associati a vero e proprio dolore con la sensazione di ricevere una scossa elettrica. Solitamente si avvertono quando si afferra un oggetto;</li><li><strong>indebolimento del muscolo flessore del pollice</strong>, che causa spesso la caduta degli oggetti. </li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><span style="font-weight: 400;">All’inizio <strong>è possibile indossare una polsiera</strong> ed evitare alcuni movimenti ma, a lungo andare, la pressione esercitata sul nervo mediano potrebbe danneggiare il nervo stesso e aumentare i disturbi, quindi è consigliato intervenire dietro parere medico. </span></p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come diagnosticare la sindrome del tunnel carpale
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Alla luce dei sintomi appena illustrati, il medico potrà già farsi un’idea di come intervenire, richiedendo al massimo di effettuare ulteriori esami a mani, braccia, spalle e collo. A volte <strong>è necessario eseguire</strong>:</p><ul><li><strong><a href="https://www.hclinic.it/servizi/neurofisiopatologia/">un’elettromiografia</a></strong>, in modo da escludere altre cause di dolore come artrosi o fratture;</li><li><strong>analisi di laboratorio</strong>, per riscontrare eventuali altre patologie in corso.</li></ul>								</div>
				</div>
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									<p>Fatto questo, il medico avrà tutte le informazioni necessarie per <strong>procedere con una terapia mirata</strong>. </p>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cura e trattamento della sindrome del tunnel carpale
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Come già accennato, la sindrome del tunnel carpale si manifesta inizialmente con sintomi lievi e discontinui, per poi peggiorare e causare maggiore dolore. Di conseguenza, <strong>è possibile intervenire in diversi modi</strong>:</p><ul><li>indossare un tutore all’altezza del polso, soprattutto durante la notte, in modo che l’articolazione si stabilizzi e il nervo non venga pressato ulteriormente; </li><li>ridurre i movimenti del polso; </li><li>assumere farmaci antinfiammatori; </li><li>praticare esercizi di stretching e rafforzamento con le mani.</li></ul>								</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Nel caso in cui la polsiera non dovesse donare sollievo, <strong>il medico potrebbe prescrivere l’iniezione di corticosteroidi</strong> direttamente nel polso, così da ridurre il gonfiore. Se, nonostante questo, il dolore dovesse persistere, sarà necessario effettuare una visita specialistica per <strong>valutare un intervento chirurgico</strong> che, liberando il nervo mediano dalla compressione, risolverà il problema in modo definitivo. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
				</div>
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		<title>Consigli e rimedi per la gengivite</title>
		<link>https://www.hclinic.it/consigli-e-rimedi-per-la-gengivite/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 13:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La gengivite consiste in un’infiammazione superficiale delle gengive che può comportare arrossamento, gonfiore, alitosi e sanguinamento gengivale. Generalmente, la causa scatenante risiede in una cattiva igiene orale che, a lungo andare, porta all’accumulo di placca su denti e gengive favorendo la proliferazione di batteri e altri patogeni. Al contempo, altri fattori contribuiscono all’insorgere della gengivite, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9106" class="elementor elementor-9106" data-elementor-post-type="post">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6cc308b elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="6cc308b" data-element_type="section" data-e-type="section">
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>La gengivite consiste in un’infiammazione superficiale delle gengive</strong> che può comportare arrossamento, gonfiore, alitosi e sanguinamento gengivale. Generalmente,<strong> la causa scatenante risiede in una cattiva igiene orale</strong> che, a lungo andare, porta all’accumulo di placca su denti e gengive favorendo la proliferazione di batteri e altri patogeni.</p><p>Al contempo, altri fattori contribuiscono all’insorgere della gengivite, come deficit vitaminico, abuso di alcool, diabete, gravidanza e assunzione prolungata di corticosteroidi e antidepressivi.</p><p>Se non trattata tempestivamente, <strong>una semplice gengivite può peggiorare in piorrea/parodontite, retrazioni e tasche gengivale fino alla completa caduta dei denti</strong>. Per fortuna, <strong>è possibile evitare che questo accada adottando degli accorgimenti quotidiani adeguati e ricorrendo a semplici rimedi naturali</strong>. </p>								</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-8f9f793 elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="8f9f793" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cosa fare in caso di gengivite</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Per iniziare, ecco <strong>una serie di buone abitudini</strong> che può sicuramente aiutare sia a prevenire l’insorgenza della gengivite, sia ad alleviare i fastidi dopo la sua comparsa:</p><ul><li><strong>pulire i denti con spazzolino e dentifricio subito dopo ogni pasto</strong> e almeno 3 volte al giorno in modo da evitare l&#8217;accumulo di batteri nel cavo orale; </li><li>effettuare una <strong><a href="https://www.hclinic.it/servizi/odontoiatria/">visita odontoiatrica</a></strong> almeno 1 volta all’anno; </li><li>utilizzare uno <strong>spazzolino con setole morbide</strong> per non irritare ulteriormente gengive già gonfie e/o infiammate;</li><li><strong>utilizzare il filo interdentale</strong> almeno 1 volta al giorno; </li><li><strong>utilizzare un collutorio con azione antisettica e disinfettante</strong> per alleviare dolore e bruciore; </li><li><strong>spazzolare i denti per almeno 2 minuti</strong>; </li><li><strong>massaggiare le gengive con i polpastrelli</strong> per diminuire dolore, bruciore e/o prurito; </li><li>limitare lo stress; </li><li>ridurre i contatti con sostanze tossiche e/o irritanti; </li><li><strong>effettuare degli sciacqui con acqua e perossido di idrogeno</strong>, cioè acqua ossigenata, dalle proprietà antibatteriche; </li><li>aumentare l’apporto di calcio, se necessario. </li></ul>								</div>
				</div>
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				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Gengivite e alimentazione</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Nella prevenzione e nella cura della gengivite gioca un ruolo rilevante anche l’alimentazione</strong> che, da una parte, deve fornire all’organismo i nutrienti necessari per evitare infiammazioni e, dall’altra, deve limitare ulteriori cause di arrossamenti e bruciori.</p><p>Ecco <strong>una lista dei cibi ammessi</strong>:</p><ul><li>frutta e verdura, entrambe ricche di antiossidanti, vitamina C ed E;</li><li><strong>latticini</strong> e alimenti ricchi di calcio; </li><li><strong>yogurt</strong> con fermenti lattici vivi.</li></ul><p>Al contempo, <strong>è meglio evitare questi alimenti</strong>:</p><ul><li><strong>fritture e alimenti grassi</strong> di difficile digestione; </li><li><strong>cibi ricchi di zuccheri</strong> come marmellata, miele e caramelle gommose; </li><li>bevande zuccherate e gassate; </li><li>cibi croccanti. </li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">8 rimedi naturali per la gengivite
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-6677378 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="6677378" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Rivedere le abitudini relative all’igiene orale e fare attenzione all’alimentazione sono ottimi passi avanti nella prevenzione della gengivite; ma nel momento in cui dovesse comunque presentarsi, come è possibile alleviare il fastidio immediato? Sicuramente, <strong>gli 8 rimedi naturali di seguito si rivelano sempre molto efficaci</strong>:</p><ol><li><strong>aloe vera</strong>: dalle <strong>proprietà curative e antinfiammatorie</strong>, è indicata per alleviare dolore, bruciore e irritazione tipici delle gengive infiammate. Si può usare sia il gel per effettuare un massaggio, sia un dentifricio a base di aloe vera; </li><li><strong>malva</strong>: utilissima in presenza di gengive gonfie e infiammate, si può utilizzare come ingrediente principale per un infuso con il quale effettuare degli sciacqui durante la giornata;</li><li><strong>oil pulling</strong>: questa tecnica consiste nel <strong>versare in bocca 1 cucchiaino di olio di sesamo o di cocco</strong> facendolo passare tra denti, lingua e gengive, in modo da raccogliere tossine e batteri ed espellerli facilmente; </li><li><strong>acqua e sale</strong>: attraverso i minerali contenuti al suo interno, <strong>il sale ha un’azione disinfiammante e antidolorifica, oltre anche antinfiammatoria</strong>. Basta aggiungerne un pizzico in un bicchiere di acqua calda ed effettuare degli sciacqui; </li><li><strong>mirra</strong>: la tintura di mirra è <strong>un ottimo rimedio per gengivite e piorrea</strong>. Si deve mescolare qualche goccia in acqua tiepida e procedere con degli sciacqui per ottenere un risultato immediato; </li><li><strong>limone</strong>: il succo di limone, dalle <strong>proprietà antinfiammatorie e disinfettanti</strong>, è perfetto per trattare gengive gonfie e irritate. Si può applicare puro oppure diluito con acqua; </li><li><strong>curcuma</strong>: si tratta di una spezia dall’<strong>azione antinfiammatoria</strong>, molto valida per curare la gengivite. Basta mescolarla con un po’ d’acqua per ottenere un composto da applicare sulle gengive, lasciare in posa qualche minuto e poi risciacquare; </li><li><strong>camomilla</strong>: è possibile ottenere sollievo anche con la camomilla, con la quale preparare un infuso da utilizzare per effettuare degli sciacqui nell’arco della giornata.</li></ol>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
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				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-2384e8e elementor-widget elementor-widget-heading" data-id="2384e8e" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="heading.default">
				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Cure farmacologiche per la gengivite
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-77f251a elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="77f251a" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Infine, nel caso in cui le abitudini quotidiane e i rimedi naturali non dovessero funzionare, <strong>si può sempre ricorrere a cure farmacologiche mirate e, soprattutto, definite dal proprio odontoiatra</strong>. I farmaci più indicati in tal senso sono:</p><ul><li><strong>FANS</strong>, farmaci antinfiammatori non steroidei, come ibuprofene, acido acetilsalicilico e naproxene; </li><li><strong>farmaci corticosteroidi ad applicazione topica</strong>, come l’idrocortisone; </li><li><strong>farmaci disinfettanti e antibatterici</strong> come la clorexidina.</li></ul>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
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		<title>Tendinite: cause, sintomi e rimedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 16:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine “tendinite” si intende l’infiammazione di uno o più tendini presenti nel corpo umano, solitamente causata dalla ripetizione cronica di piccole sollecitazioni che, alla lunga, alterano la normale struttura delle fibrille. Quando, infatti, un tendine viene sollecitato oltre la sua sopportazione fisiologica, le fibrille che lo compongono possono essere più o meno lesionate; [&#8230;]</p>
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									<p><strong>Con il termine “tendinite” si intende l’infiammazione di uno o più tendini presenti nel corpo umano</strong>, solitamente causata dalla ripetizione cronica di piccole sollecitazioni che, alla lunga, <strong>alterano la normale struttura delle fibrille</strong>.</p><p>Quando, infatti, un tendine viene sollecitato oltre la sua sopportazione fisiologica, <strong>le fibrille che lo compongono possono essere più o meno lesionate</strong>; le lacerazioni riportate, in genere, si riparano da sole ma le nuove cellule andranno a formare un tessuto disorganizzato e meno resistente rispetto all’originale.</p><p>In questo caso si parla, più nello specifico, di <strong>degenerazione tendinea che se associata a una risposta infiammatoria sfocia in tendinite, in caso contrario sfocia in tendinosi</strong>. I tendini più colpiti sono generalmente quelli di <strong>ginocchia</strong>, <strong>gomiti</strong> e <strong>spalle</strong>. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Le cause della tendinite
</h2>				</div>
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									<p>Nella maggior parte dei casi, <strong>la tendinite è causata da una ripetizione continua di microtraumi</strong>. I tendini sani difficilmente subiscono una rottura da sovraccarico, mentre quelli più fragili e deboli, se sottoposti a sollecitazioni estenuanti, diventano sempre meno resistenti e più suscettibili alle lesioni.</p><p><strong>Una tendinopatia può manifestarsi in seguito a</strong>:</p><ul><li>sovraccarico funzionale e/o sovrallenamento; </li><li>abbigliamento e calzature inadeguati; </li><li>corsa su terreni sconnessi o difficili da percorrere; </li><li>squilibrio tra forza muscolare e resistenza tendinea; </li><li>iniezioni locali di corticosteroidi; </li><li>scarso riscaldamento generale e specifico; </li><li>ripresa eccessivamente precoce degli allenamenti dopo un infortunio; <br />postura scorretta.</li></ul>								</div>
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									<p>Ancora più frequente è <strong>la tendinite causata da uno sforzo fisico inusuale</strong>, al quale non si è normalmente abituati. Di contro, a volte <strong>può derivare da patologie sistemiche quali</strong>:</p><ul><li>gotta; </li><li>artrite reumatoide; </li><li>insufficienza renale; </li><li>ipercolesterolemia. </li></ul>								</div>
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									<p>Inoltre, <strong>le tendinopatie sono favorite anche da un ridotto flusso di sangue nei tendini, dall’invecchiamento e dalle variazioni ormonali</strong>. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I sintomi della tendinite
</h2>				</div>
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									<p><strong>La tendinopatia si manifesta principalmente con un dolore localizzato</strong> nella parte del corpo dove si trova il tendine lesionato. <strong>Il dolore può accentuarsi durante la palpazione</strong> dell’area interessata e, a volte, i muscoli perdono la loro forza consueta.</p><p><strong>In presenza, invece, di una parziale o completa rottura del tendine si può riscontrare un dolore acuto e improvviso</strong>, che in genere insorge in occasione di un movimento impegnativo ed è accompagnato da gonfiore ed ecchimosi. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come diagnosticare la tendinite</h2>				</div>
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									<p>Per capire se si tratta di tendinite o meno è consigliato<strong> effettuare una <a href="https://www.hclinic.it/servizi/diagnostica/">risonanza magnetica</a> insieme a un esame clinico approfondito e a un’anamnesi accurata</strong>, in modo da diagnosticare correttamente le cause del dolore. Possono aiutare anche gli ultrasuoni che, nonostante siano meno precisi della risonanza magnetica, si rivelano meno costosi e molto utili nel monitorare il processo di guarigione. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">I migliori rimedi per la tendinite</h2>				</div>
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									<p>Una volta accertata la presenza di una tendinite, <strong>il medico potrà consigliare diversi rimedi da adottare</strong> sia per alleviare il dolore, sia per rendere più semplice il ritorno a un ottimo stato di salute:</p><ul><li><strong>riposo</strong>: soprattutto quando la tendinite è nella sua fase più acuta è necessario non sovraccaricare la zona lesionata;</li><li><strong>impacchi di ghiaccio</strong>: molto utili per diminuire il dolore e sgonfiare la zona; </li><li><strong>farmaci</strong>: antidolorifici, antinfiammatori e/o analgesici.</li></ul>								</div>
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									<p>Dopo un più o meno breve periodo di riposo, sarà sicuramente necessario un <strong>percorso di riabilitazione</strong>, soprattutto in presenza di atleti e sportivi.</p>								</div>
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									<p>Inizialmente andranno bene degli <strong>esercizi isometrici</strong>, successivamente servirà aggiungere <strong>esercizi eccentrici associati a stretching</strong>.</p><p>Al contempo, è possibile associare al programma riabilitativo anche <strong>tecniche fisioterapiche</strong>, come <strong><a href="https://www.hclinic.it/servizi/terapia-fisica/">TENS e ultrasuoni</a></strong>, <strong>massaggi</strong> e sedute di <strong>agopuntura</strong>. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
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		<title>Come prevenire e curare un eritema solare</title>
		<link>https://www.hclinic.it/come-prevenire-e-curare-un-eritema-solare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 15:25:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l’arrivo dell’estate è facile incorrere in un fastidioso eritema solare, cioè una manifestazione infiammatoria della pelle causata da un’eccessiva e prolungata esposizione al sole, probabilmente senza alcuna protezione. Le reazioni possono essere diverse e spaziano da una semplice scottatura, che riguarda solo gli strati cutanei più superficiali, a ustioni più gravi di I e [&#8230;]</p>
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									<p>Con l’arrivo dell’estate è facile incorrere in <strong>un fastidioso eritema solare, cioè una manifestazione infiammatoria della pelle causata da un’eccessiva e prolungata esposizione al sole</strong>, probabilmente senza alcuna protezione.</p><p>Le reazioni possono essere diverse e spaziano da una semplice scottatura, che riguarda solo gli strati cutanei più superficiali, a ustioni più gravi di I e II grado: nel primo caso, infatti, si ha a che fare con <strong>arrossamento, bruciore e prurito</strong>; nel secondo caso, invece, si formano bolle e vesciche accompagnate generalmente da <strong>stanchezza, brividi e febbre</strong>.</p><p>Generalmente, <strong>i sintomi più diffusi ed evidenti di un eritema solare sono</strong>:</p><ul><li>arrossamento cutaneo; </li><li>prurito; </li><li>gonfiore (edema)</li><li>accompagnato o meno da</li><li>bolle</li><li>dolore; </li><li>bruciore; </li><li>cefalea; </li><li>brividi di freddo; </li><li>febbre; </li><li>astenia. </li></ul>								</div>
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									<p>Se gli adulti possono ricorrere a metodi fai da te o, comunque, temporeggiare prima di farsi controllare da un medico, per i bambini è meglio correre al pronto soccorso per effettuare una <a href="https://www.hclinic.it/servizi/dermatologia-e-medicina-estetica/">visita dermatologica</a> il prima possibile.</p>								</div>
				</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">7 rimedi per l’eritema solare</h2>				</div>
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									<p>Un eritema solare, solitamente, scompare da solo nel giro di 4-5 giorni, quindi <strong>gli interventi sul momento servono più per alleviare rossore, prurito e bruciore</strong> e non per guarire la scottatura. In ogni caso, prima di applicare qualsiasi prodotto sulla parte lesa, è sempre meglio consultare il parere di medico.</p><p>Di seguito i <strong>7 migliori rimedi per un eritema solare</strong>:</p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">1. Acqua fredda
</h3>				</div>
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									<p>Il primo modo per intervenire immediatamente e trovare subito sollievo consiste nel <strong>bagnare le parti colpite con acqua fredda</strong>, per poi avvolgerle con un asciugamano bagnato. L’importante è <strong>non grattarsi</strong>, nonostante il prurito, e utilizzare solo tessuti morbidi e preferibilmente in cotone. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">2. Gel di aloe vera</h3>				</div>
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									<p>Tra i rimedi naturali più conosciuti per intervenire in caso di eritema solare rientra<strong> il gel di aloe vera</strong>, che può essere acquistato già pronto in farmacia/erboristeria o estratto sul momento se si ha una pianta a portata di mano. Basta semplicemente applicarne una piccola dose sulla zona interessata per avvertire sollievo immediato. </p>								</div>
				</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">3. Oleolito di iperico</h3>				</div>
				</div>
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									<p>L’<strong>oleolito di iperico</strong> si prepara, secondo la tradizione, il 24 giugno, cioè in coincidenza con la notte di San Giovanni proprio per averlo a disposizione per tutta l’estate e poterlo utilizzare per le scottature della pelle. <strong>L’iperico è una pianta officinale e il suo oleolito ha un’azione lenitiva per prurito e rossore</strong>. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">4. Olio di calendula</h3>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>Dalla macerazione dei fiori di calendula si ottiene un olio miracoloso per il trattamento di scottature ed eritemi solari</strong>. Si tratta di un prodotto naturale benefico soprattutto per pelli delicate e soggette a irritazioni. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">5. Impacchi alla camomilla</h3>				</div>
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									<p><strong>L’azione emolliente e lenitiva della camomilla è perfetta per trattare un eritema solare</strong>: basta preparare un infuso, lasciarlo raffreddare e immergere delle garze sterili da applicare sulla pelle. Quest’ultima otterrà subito refrigerio, il rossore si sfiammerà e diminuiranno prurito e bruciore. </p>								</div>
				</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">6. Fettine di patata</h3>				</div>
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									<p><strong>La patata, grazie all’amido contenuto al suo interno, possiede proprietà lenitive</strong>; ecco perché è particolarmente indicata in caso di eritema solare e la si può applicare sulla pelle o a fettine, o grattugiata o utilizzando solo la buccia. Ha, inoltre, un’azione rinfrescante. </p>								</div>
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					<h3 class="elementor-heading-title elementor-size-default">7. Prodotti specifici</h3>				</div>
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									<p>Oltre ai rimedi naturali, <strong>è possibile intervenire su un eritema solare anche con farmaci da banco</strong>: creme dopo-sole o prodotti appositamente realizzati per scottature e ustioni a base di cortisone, da applicare preferibilmente dopo essere stati per qualche ora in frigorifero.</p><p>Dopo aver scelto il rimedio migliore, <strong>è possibile valutare altri piccoli accorgimenti per accelerare il processo di guarigione</strong>:</p><ul><li>evitare di esporsi nuovamente al sole, almeno per i 2 giorni successivi; </li><li>evitare l’assunzione di farmaci che possano scatenare allergie; </li><li>applicare sulla pelle prodotti idratanti e lenitivi. </li></ul>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">Come prevenire un eritema solare</h2>				</div>
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									<p>Detto ciò, il consiglio è di fare sempre molta attenzione quando si va in spiaggia, cercando di prevenire il più possibile la comparsa di eritemi solari o, peggio ancora, di ustioni e scottature adottando delle <strong>misure preventive</strong>:</p><ul><li>esporsi al sole anche al di fuori dei mesi estivi, in modo che la pelle sia abituata ai raggi solari; </li><li>limitare l’esposizione al sole, soprattutto durante le ore più calde (cioè tra le 10 e le 16); </li><li>applicare sulla pelle creme solari ad alto fattore di protezione (almeno 30) ogni due ore;</li><li>indossare cappelli e tessuti traspiranti per coprire testa, gambe e braccia per proteggere le parti del corpo più sensibili; </li><li>preparare la pelle al sole assumendo integratori alimentari a base di beta-carotene almeno 30-60 giorni prima dell’esposizione.</li></ul>								</div>
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									<p>Seguendo questi semplici consigli e tenendo a mente gli eventuali rimedi, <strong>prevenire un eritema solare e intervenire in caso di comparsa sarà un gioco da ragazzi</strong>. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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		<title>9 esercizi per la lombosciatalgia</title>
		<link>https://www.hclinic.it/9-esercizi-per-la-lombosciatalgia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[hclinic]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2022 15:37:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Hclinic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La lombosciatalgia è un problema molto comune e diffuso, che causa non pochi fastidi a chi purtroppo ne viene colpito. Si tratta di un’infiammazione dolorosa che interessa tutte le zone del corpo attraversate dal nervo sciatico, cioè il nervo che parte dal midollo spinale, attraversa la zona lombare, corre lungo la gamba e arriva fino [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.hclinic.it/9-esercizi-per-la-lombosciatalgia/">9 esercizi per la lombosciatalgia</a> proviene da <a href="https://www.hclinic.it">Hclinic</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="9080" class="elementor elementor-9080" data-elementor-post-type="post">
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									<p>La <strong>lombosciatalgia</strong> è un problema molto comune e diffuso, che causa non pochi fastidi a chi purtroppo ne viene colpito. Si tratta di <strong>un’infiammazione dolorosa che interessa tutte le zone del corpo attraversate dal nervo sciatico</strong>, cioè il nervo che parte dal midollo spinale, attraversa la zona lombare, corre lungo la gamba e arriva fino al piede.</p><p>Può manifestarsi, inizialmente, con qualche “pizzico” sporadico o, al contrario, con un dolore improvviso a seguito di un movimento brusco, rimanendo bloccati nella classica posizione del <strong>“colpo della strega”</strong>.</p><p>Per fortuna, <strong>esistono numerosi esercizi che possono essere svolti proprio per alleviare il dolore alla sciatica e ottenere un miglioramento della mobilità</strong>. Il consiglio è di rivolgersi immediatamente a un professionista che, dopo un’attenta anamnesi, potrà suggerire la <a href="https://www.hclinic.it/servizi/rieducazione-funzionale/">terapia migliore</a>. Sicuramente, per i primi 10-15 giorni sarebbe meglio evitare qualunque esercizio, rimanere a riposo e indossare un busto lombare; dopodiché, si può procedere con l’esecuzione di 9 validi esercizi per riprendere i movimenti quotidiani. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">1. Stretching rilassamento muscoli
</h2>				</div>
				</div>
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									<p>Lo <strong>stretching</strong> dovrebbe essere eseguiti tutti i giorni a prescindere dalla presenza o meno di dolori muscolari. In questo caso specifico, però, lo stretching <strong>si rivela utile per rilassare i muscoli che comprimono il nervo sciatico</strong>:</p><ul><li>in posizione supina, piegare le ginocchia tenendo le piante dei piedi sul pavimento; </li><li>afferrare il ginocchio destro con entrambe le mani e portarlo lentamente verso il petto;</li><li>mantenere la posizione per 20-30 secondi per poi riportare il piede a terra;</li><li>ripetere l’esercizio con la gamba sinistra.</li></ul>								</div>
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									<p>L’esercizio va svolto in 3-5 ripetizioni per gamba.</p>								</div>
				</div>
					</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">2. Stretching allungamento nervo sciatico
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Un altro esercizio utile aiuta ad <strong>allungare il nervo sciatico</strong>:</p><ul><li>in posizione supina, afferrare un ginocchio con entrambe le mani tirandolo lentamente verso il petto;</li><li>posizionare entrambe le mani dietro al ginocchio e raddrizzare delicatamente la gamba; </li><li>restare in posizione per 20-30 secondi, respirare profondamente, per poi tornare alla posizione di partenza.</li></ul>								</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Ripetere con l’altra gamba ed eseguire l’esercizio 3-4 volte per lato. </p>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">3. Stretching colonna vertebrale
</h2>				</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Nel caso in cui il dolore al nervo sciatico dovessero dipendere da un’<strong>ernia al disco</strong>, è molto utile eseguire un <strong>esercizio di stretching mirato a muovere e stendere la colonna vertebrale</strong>:</p><ul><li>a pancia in giù, con le braccia lungo i fianchi, i palmi verso l’esterno e le dita dei piedi verso il basso, sollevare lentamente testa, gambe, braccia e busto facendo forza sui gomiti e mantenendo schiena e collo dritti, nonché le braccia aderenti al pavimento; </li><li>sollevare le ginocchia da terra, avvicinare le spalle; </li><li>arcuare la schiena allungando la zona lombare e l’addome;</li><li>mantenere la posizione per almeno 10 secondi, respirando profondamente, per poi tornare alla posizione iniziale.</li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>L’esercizio va ripetuto 10-15 volte. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">4. Hip Thrust 
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-a3a95bc elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="a3a95bc" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p><strong>L’Hip Thrust è un esercizio che consente di allungare i muscoli lombari e i glutei</strong> e di migliorare postura, mobilità, flessibilità e circolazione sanguigna:</p><ul><li>in posizione supina, con le ginocchia piegate e i piedi saldi sul pavimento, posizionare i talloni vicino ai glutei con le braccia lungo i fianchi e i palmi rivolti verso l’alto; </li><li>distanziare le ginocchia tra loro;</li><li>allungare la parte inferiore della schiena, mantenendo collo, testa e spalle bene aderenti al pavimento;</li><li>rimanere in posizione per 10-15 secondi prima di tornare in posizione iniziale.</li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Ripetere l’esercizio 15 volte in 3 serie, riposando per 1 minuto tra una serie e l’altra.</p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
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															<img decoding="async" src="https://www.hclinic.it/wp-content/uploads/2022/04/rimedi-efficaci-lombosciatalgia.jpg" title="" alt="rimedi efficaci lombosciatalgia" loading="lazy" />															</div>
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					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">5. Torsione terapeutica del ginocchio

</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-31ff5f1 elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="31ff5f1" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>La <strong>torsione terapeutica del ginocchio</strong> permette non solo di alleviare il dolore sciatico, ma anche il mal di schiena generale:</p><ul><li>in posizione supina, piegare il ginocchio portandolo verso il petto; </li><li>posizionare una fascia elastica intorno alla pianta del piede, tirare le due estremità e sollevare in alto la gamba; </li><li>mantenere i glutei saldi sul pavimento e il piede flesso e aperto; </li><li>tenere la posizione per 10 secondi prima di piegare il ginocchio verso il petto e distendere la gamba per terra.</li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Ripetere l’esercizio con l’altra gamba e per 5-10 volte per ciascun lato. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
					</div>
		</section>
				<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7d3c677 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="7d3c677" data-element_type="section" data-e-type="section">
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				<div class="elementor-widget-container">
					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">6. Stretching gambe e glutei
</h2>				</div>
				</div>
				<div class="elementor-element elementor-element-40f24de elementor-widget elementor-widget-text-editor" data-id="40f24de" data-element_type="widget" data-e-type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
				<div class="elementor-widget-container">
									<p>L’esercizio migliore per la lombosciatalgia è lo <strong>stretching per gambe e glutei</strong>:</p><ul><li>in posizione supina, piegare le ginocchia mantenendo i piedi saldi sul pavimento;</li><li>poggiare la caviglia sinistra sul ginocchio destro tirando la coscia destra con entrambe le mani verso il petto;</li><li>mantenere la posizione per 30 secondi per poi ripetere con l’altra gamba.</li></ul>								</div>
				</div>
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>Così facendo, si allungheranno i muscoli della gamba e del gluteo sfiammando il nervo sciatico. </p>								</div>
				</div>
					</div>
		</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">7. Stretching schiena 
</h2>				</div>
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									<p>Altro<strong> esercizio indicato per sfiammare la lombosciatalgia e alleviare il dolore alla schiena</strong> è il seguente:</p><ul><li>in posizione carponi a terra sulle ginocchia, stendere la colonna vertebrale allungandola indietro con le mani;</li><li>ripetere l’esercizio per 3 serie da 3 ripetizioni di 20 secondi ciascuna. </li></ul>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">8. Plank
</h2>				</div>
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									<p>Il <strong>plank</strong> rientra tra i migliori esercizi per <strong>ridurre l’infiammazione del nervo sciatico</strong>, soprattutto in presenza di ernia discale:</p><ul><li>assumere la classica posizione per le flessioni, a pancia in su con le mani sotto le spalle e i piedi uniti; </li><li>sollevarsi sorreggendo il peso del corpo con le mani e le punte dei piedi, oppure con ginocchia e avambracci contraendo i muscoli addominali; </li><li>mantenere la posizione per 15 secondi.</li></ul>								</div>
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									<p>L’esercizio va ripetuto per 3 volte, con una pausa di 30 secondi tra loro. </p>								</div>
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					<h2 class="elementor-heading-title elementor-size-default">9. Posizione del gatto
</h2>				</div>
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									<p>Infine, con la <strong>posizione del gatto</strong> è possibile aumentare la flessibilità e la forza muscolare:</p><ul><li>in ginocchio, con le mani posizionate sotto le spalle, inarcare la schiena formando una U rovesciata;</li><li>contrarre i muscoli addominali e spingere verso l’alto; </li><li>mantenere la posizione per 5 secondi, rilasciare e arcuare la schiena in senso opposto, spingendo i glutei e l’addome verso il basso.</li></ul>								</div>
				</div>
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									<p>L’esercizio va alternato nei due sensi opposti e ripetuto 5 volte per ciascun verso per un totale di 3 serie da 5 ripetizioni. Da evitare se si soffre di ernia del disco. </p>								</div>
				</div>
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				</div>
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