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Come rimuovere il tartaro: igiene e prevenzione

La formazione di tartaro è dovuta al deposito di minerali che aderiscono talmente tanto al dente da non poter essere rimossi manualmente con lo spazzolino. Solo l’intervista del dentista o dell’igienista dentale, infatti, è in grado di eliminarlo del tutto attraverso appositi strumenti che servono a effettuare la detartrasi o ablazione del tartaro.

Generalmente, il tartaro si presenta di colore giallognolo, ma può oscillare dal bianco al grigio scuro; questo dipende molto dalle sostanze con le quali viene a contatto, come il fumo di sigaretta che, di solito, tende a scurirlo.

Tipologie di tartaro

Esistono varie tipologie di tartaro, che si differenziano in base alla zona dove vanno a depositarsi. Nello specifico, si possono distinguere due categorie principali:

  • tartaro esterno: si trova sulla parte esterna dei denti, si forma in poco tempo e si presenta sotto forma di piccole incrostazioni giallognole o bianche;
  • tartaro sotto la gengiva: si trova all’interno delle tasche parodontali ed è di colore rossiccio a causa di piccole emorragie gengivali.

Questa seconda tipologia di tartaro non è sempre immediatamente visibile ma, al contempo, è anche la più pericolosa perché è spesso la principale causa di malattie come la parodontite, che si genera per via dell’accumulo di batteri tossici per i tessuti molli.

Il tartaro sotto le gengiva, inoltre, può provocare alitosi e formazione di carie.

Principali fattori di rischio

Gli studi dimostrano che la popolazione attuale è più soggetta ed esposta alla formazione di tartaro rispetto alle generazioni precedenti. La questione è ancora aperta e i dibattiti sono sempre numerosi, ma si possono rilevare alcuni fattori di rischio ricorrenti e frequenti:

  • consumo eccessivo di zuccheri, bevande gassate, prodotti da forno e caramelle;
  • consumo smisurato di cibi morbidi, che tendono ad attaccarsi più facilmente allo smalto dentale;
  • alimentazione scorretta, che influenza negativamente la produzione di saliva, che non riesce a pulire i denti in modo efficace;
  • presenza di sostanze chimiche aggiunte al cibo;
    malattie infiammatorie, sempre più in crescita a causa del peggioramento delle condizioni ambientali;
  • consumo di alcolici e tabacco;
  • uso frequente di farmaci, soprattutto antibiotici.

Lavare i denti in modo corretto e più volte al giorno è utile ma non del tutto sufficiente. La formazione di tartaro e placca dentale è continua e i depositi, con il tempo, tendono a indurirsi e a diventare difficili da rimuovere.

Come prevenire la formazione di tartaro

Nonostante gli accorgimenti quotidiani, spesso, non bastino a rimuovere il tartaro già formato su denti e gengive, è comunque possibile prendersi cura dell’igiene e del benessere della propria bocca attraverso sane abitudini:

  • lavare i denti 3 volte al giorno, dopo ogni pasto;
  • sostituire lo spazzolino ogni 2 mesi;
  • optare per spazzolini con setole sintetiche di media durezza;
  • usare il filo interdentale per pulire anche gli spazi e gli angoli che non è possibile raggiungere con lo spazzolino;
  • usare, se necessario, gli scovolini per le fessure;
    usare collutori.

Al contempo, è bene tenere a mente che bisognerebbe evitare di:

  • mangiare troppe caramelle o cibi troppo zuccherati;
  • dimenticare di lavare i denti subito dopo aver ingerito alimenti o bevande dolci;
  • l’assunzione eccessiva di bevande acide come gli alcolici.

Così facendo, si potrà fare ben poco per il tartaro già formato, ma si farà un’accurata prevenzioni per evitare che si formino ulteriori depositi.

Leggi anche: 10 consigli per una buona igiene dentale!

Come rimuovere il tartaro attraverso l’ablazione

La rimozione del tartaro già solidificato, invece, avviene tramite l’ablazione o detartrasi, una prestazione odontoiatrica che è possibile effettuare in qualsiasi studio dentistico o affidandosi a un valido igienista dentale.

Per effettuare la pulizia dentale, il professionista si avvale di specifici strumenti, cioè gli ablatori che, attraverso gli ultrasuoni, producono delle vibrazioni capaci di staccare le incrostazioni calcaree dalla superficie dentale.

ablazione-detartrasi-tartaro-dentale

In presenza di tartaro sotto le gengive, invece, il medico può valutare l’ausilio dei curettes, cioè strumenti manuali con forme diverse che gli permettono di raggiungere qualunque parte del dente in modo da rimuovere efficacemente tutti i depositi di tartaro.

Alla fine, si esegue anche la lucidatura dei denti, che diminuisce ulteriormente il rischio che le gengive si infiammino.

I vantaggi derivanti dalla pulizia dei denti sono davvero numerosi, tra i quali:

  • totale rimozione della placca batterica;
  • eliminazione di tartaro sia sopra, che sotto il bordo gengivale;
  • rimozione di qualunque macchia presente sulla superficie dentale;
  • ispezione profilattica del cavo oro-faringeo;
  • un sorriso più sano;
  • un alito più fresco.

Dati i numerosi benefici, il consiglio è di sottoporsi a un servizio di igiene dentale almeno ogni 6-18 mesi, tenendo conto della velocità (assolutamente soggettiva) del tartaro di formarsi e depositarsi su denti e gengive.

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